Sing me to life… Cantare in gravidanza

Il suono,  in modo particolare  la voce della madre, è uno dei primi fondamentali contatti che il bambino ancora in utero ha con il mondo.

Ancor prima che si sviluppi l’udito il suono viene comunque già percepito dal feto sotto forma di vibrazione. I suoni del corpo materno lo ‘massaggiano’ e gli preannunciano l’esistenza di un mondo ‘altro’ che lo aspetta fuori dal ventre.

Secondo Michel Odent:

«Le donne incinte non dovrebbero leggere libri che trattano di gravidanza e parto. Dovrebbero, piuttosto, guardare la luna e cantare al loro bimbo in grembo».

Ma, attenzione, non stiamo parlando di ‘bel canto’ o di ‘educazione della voce’.

L’obiettivo è quello di cantare in una modalità il più possibile spontanea e primitiva. Trovare la propria sonorità, unica e irripetibile, quella che il bambino conosce da sempre e sempre riconoscerà uno volta nato. Esplorare il nostro corpo quale cassa armonica che fa vibrare i suoni dell’universo. Sondare e osservare il lavoro del nostro apparato respiratorio e farne una danza.

Cantare durante la gravidanza consolida e accresce la comunicazione mamma/bambino e rappresenta un efficace e completo esercizio psico-fisico di preparazione al parto. Una singola attività che dischiude un ampio ventaglio di benefici a breve e lungo termine:

  • accresce la confidenza con il proprio corpo
  • affina la consapevolezza e il controllo della respirazione (fondamentale durante travaglio e parto)
  • favorisce il rilascio di ormoni ad azione analgesica ed energizzante e al contempo diminuisce i livelli di cortisolo (l’“ormone dello stress”)
  • migliora l’ossigenazione del sangue
  • allenta le tensioni muscolari

Tutte condizioni delle quali beneficiano in egual misura sia la mamma che il bambino.

Inoltre, il bagaglio emozionale che il canto è in grado di trasmettere crea una prima forma di comunicazione intima tra i genitori e il nascituro, una sorta di imprinting sonoro che si andrà poi a consolidare dopo la nascita riproponendo i suoni che hanno ‘parlato’ al piccolo durante la sua permanenza in utero.

Ed ecco che scopriamo i benefici a lungo termine.

La voce materna che canta per il bambino può calmarne il pianto e confortare meglio di qualsiasi altro rimedio. Il canto della madre diventa un linguaggio segreto fatto di timbri, accenti, vibrazioni. Porta con sé stati d’animo, intenzioni e informazioni, veicola nutrimento emozionale, arricchendo la relazione madre/figlio di un prezioso strumento comunicativo cui poter ricorrere per lungo tempo.

 

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